Almeno sul web è più facile trovare un Gronchi Rosa piuttosto che un francobollo carino con un bicchiere, il problema è essenzialmente l'omonimia dei termini "vetro" e "bicchiere" in quasi tutte le lingue più diffuse.
Tuttavia l'operazione filatelica via web ha portato a risultati di grande interesse, come questa serie di francobolli Cecoslovacchi datati 1985, raffiguranti, ovviamente, i cristalli di Boemia.
Francobollo Cecoslovacco-1985
Francobollo Cecoslovacco-1985
Un francobollo può far scoprire nuove cose sul proprio oggetto, come la manifattura di cristalli di piombo ungherese, pubblicizzata da questo francobollo del 1980, curioso notare come i precedenti e questo siano tutti prodotti degli stati del blocco orientale.
Francobollo Ungherese-1980
Il bere abbinato alla guida non fa bella coppia, come riMarca questo francobollo turco del 1987, facente parte di una serie dedicata ad una campagna di sensibilizzazione sui pericoli dell'alcool
Francobollo Turco-1987
Sempre anni '80, 1981 per la precisione, sempre alcool e guida, ma in Francia, con questo francobollo, curioso per una semplice caratteristica: il bicchiere non è da vino!
Francobollo Francese-1981
Questa è un po' forzata, la coppa della vittoria è un bicchiere celebrativo, e un francobollo celebrativo celebra per l'appunto la vittoria del Peñarol nella Copa Libertadores. Perchéci tengo tanto a mettere questo francobollo? Perché il Peñarol altro non è che la formazione ufficiale della cittadina Peñarol, in Uruguay, ossia il quartiere di emigranti pinerolesi che dalla mia amata cittadina partirono alla ricerca di migliori condizioni di vita nel Nuovo Mondo verso la fine del XVIII secolo.
"At home- A short history of private life", ossai "Breve storia della vita privata", è il libro che con piacere ho deciso di leggere per il corso.
Per spiegare l'originale narrazione, ogni capitolo può essere paragonato ad una puntata di "PassepArtout", dove Philippe Daverio parte con un oggetto per raccontare le storie dell'arte: Bryson procede con lo stesso metodo d'indagine, partendo dalle stanze della sua casa e dagli oggetti e dai mobili in essa contenuti riesce a narrare la storia della casa inglese e, con essa, della tecnologia, dei costumi, dell'economia britannica e non solo.
La storia della vita privata si intreccia dunque con le colonie inglesi, dall'India alle Tredici Colonie, sconfinando dunque in Francia per arrivare a Charlottesville passando da Vicenza, come? Vi invito a scoprirlo, è un libro che vale veramente la pena di leggere. Unica pecca, forse, la visione un po' troppo "Anglocentrica" che, per esempio, fa sparire la figura di Meucci nella lotta per il brevetto del Telefono, così come Cruto nella corsa alla lampadina.
Partiamo da Harry e il suo calice di fuoco, elemento secondario nella narrazione ma indubbiamente centrale nella copertina
J. K. Rowling, "Harry Potter e il calice di fuoco", Regno Unito, 2000
Per dunque passare al libro del bicchiere contemporaneo, edito in idioma francese, un libro sui vetri e non solo sui bicchieri, ma come sembrerebbe dalla copertina, la coincidenza del termine "bicchiere" e "vetro" sembra avere la sua importanza al suo interno.
Denis Goudenhooft, "Verre contemporain-objets de collection", Francia, 1991
"La neve nel bicchiere" è stato invece un film destinato alla diffusione televisiva nel 1986 sotto la regia di Florestano Vencini
Florestano Vancini, "La neve nel bicchiere", Italia, 1980
"Il bicchiere di cristallo" è un film che parrebbe esser esistito solo a Cividiale del Friuli, difficile saperne di più, se non che questo comune lo ha proiettato pubblicamente nell'aprile 2011
"Il bicchiere di cristallo", 2001 (?)
Un film alquanto erotico "Un bicchiere di rabbia", i commenti sul web sembrerebbero essere completamente rilevanti del senso del film: un giardiniere incontra una giornalista e i due copulano ripetutamente nella fazenda del primo.
Aluisio Abrance, "Un bicchiere di rabbia", Brasile, 1991
Per chi ama i vizi, non quelli capitali, un bel sigaro toscano con un po' di Chianti può sembrare il paradiso, se così è per voi, allora questo è il vostro libro.
Fabrizio Franchi, "Il toscano nel bicchiere", Italia, 2003
Se invece volete informarvi su come sia possibile che l'acqua possa spuntare nella vostra casa semplicemente sollevando una levetta, allora "l'acqua... dal fiume al bicchiere" è un libro che non può mancare nella vostra libreria.
Yazken Andrèassian e Julien Lerat, "L'acqua... dal fiume al bicchiere", Francia, 2007
Se invece vi piace filosofeggiare con un bicchiere in mano e con i pensieri più leggeri, allora "Elogio della sbronza consapevole-piccolo viaggio dal bicchiere alla Luna" sarà la vostra guida intellettuale.
Enrico Remmert, "Elogio della sbronza-piccolo viaggio dal bicchiere alla luna", Italia, 2004
A come Assenzio, il bicchiere che ti stende
B come Boemia, il bicchiere di...
...Cristallo
D come droga, che nei telefilm e spero solo lì spesso "cade" nel bicchiere
E come Ella Fitzgerald, dal canto fatale per il bicchiere
F come Flute, il bicchiere da spumante
G come il ghiaccio che ti annacqua il bicchiere di Coca Cola
H come Hurricane, bicchiere da cocktail tropicali al Tahiti bar
I come Irrovesciabile, il bicchiere con coperchio per infanti
L come lancio del bicchiere, una pratica vista nel trailer di Great Expectations e che mi ha lasciato perplesso
M come Murano, isola celebre per le vetrerie
N come Nutella, di cui è contenitore
O come l'ombrellino da cocktail, magari sempre al Tahiti bar...
P come panino, la felicità!
Q come quadrato, una forma a caso perché non so dove andare a parare
R come ragazza, che sorregge il bicchiere nei dipinti di Vermeer
S come Sommelier, che ben li conosce
T come tenore, colui che dovrebbe poterlo rompere con il canto
U come urina, imbarazzante, non scappa mai
V come vetro, il materiale più consono
Z come Zibibbo, per festeggiare un post complesso completato
Il bicchiere nell'arte, come già visto in post precedenti, è sempre stato un soggetto centrale delle opere sin dall'esistenza dell'alcool, che sia vino o che sia Assenzio.
Partiamo da una delle prime comparse del bicchiere vitreo, siamo ad Ercolano, la cittadina romana il cui nome, secondo la leggenda, trae origine dal suo fondatore, Ercole. Ad Ercolano, come a Pompei, sono presenti le migliori (dal punto di vista della conservazione) opere "Ad Frescum" dell'era romana, una di queste, datata 60 d.C. ed ora conservata al museo Nazionale di Napoli, ritrae proprio una natura morta con bicchiere, soggetto con cui apriamo e con cui chiuderemo questo percorso nell'arte.
Natura morta con bicchiere, 60 d.C. Museo Nazionale, Napoli
Nel Romanico e nel Gotico è curioso notare come il bicchiere sparisce dalle raffigurazione, tant'è che è difficile trovarlo persino nelle "ultime cene" di quel periodo, presumibilmente poiché il mito del "Graal" non aveva ancor trovato larga diffusione, ma anche dopo la sua apparizione nella rappresentazione artistica trovò più spazio nella leggenda che non nella fede, perlomeno come elemento centrale. Un esempio è nelle illustrazioni dei codici miniati medievali, come nel Graal Rochefoucauld datato 1300, dove il Graal appare in tutto il suo splendore al centro della Tavola Rotonda.
Apparizione del Graal. 1300 circa, contenuto nel "Graal Rochefoucauld", collezione privata
Con un salto temporale di 300 anni, passiamo a Michelangelo Merisi, alias Caravaggio. In uno dei suoi dipinti più celebri, Caravaggio ritrae un giovane Bacco intento a godersi la sua giovinezza attorno a tanta frutta e un calice di-vino in mano, che sembra voler porre all'osservatore
Michelangelo Merisi, Bacco, 1597, Galleria degli Uffizi
Piccola curiosità, identici bicchieri sono quelli de "Le nozze di Cana" del Veronese datato 1563
Paolo Veronese, Nozze di Cana, particolare, 1563 Museo del Louvre
Il Bacco arriva 30 anni dopo la Controriforma, che portò alla scissione del cristianesimo occidentale in cattolici e protestanti. La protesta luterana trovò solida affermazione nell'Olanda di Jan Vermeer, nei cui quadri vita quotidiana e morale luterana si incontrano nella tranquillità dei suoi dipinti.
Ne "Ragazza con bicchiere" una giovane donna sfugge alle attenzioni di un giovane rifugiandosi in un bicchiere di vino, atteggiamento che, sia similare che accentuato, ritroveremo nelle prossime opere.
Jan Vermeer, Bicchiere di vino, 1659, Staatliche Museen
1700, devo riprendere in mano il manuale dell'arte del XVIII secolo per ritrovare l'opera prescelta, a breve aggiornamento...
Saltiamo dunque diretti al 1800, industrializzazione, urbanizzazione, alcolizzazione. L'arte abbandona il committente e dipinge ciò che vuole, superato il neoclassicismo, e si concentra spesso e volentieri sul disagio sociale.
Degas è stato maestro in ciò, con "l'Assenzio", celeberrimo dipinto in cui una donna si perde nel bicchiere del liquore che ha posto dinanzi a sé. Quante potenziali storie sull'Assenzio! Ma tagliamo qui, che è già troppo lungo così questo posto.
Edgar Degas, Assenzio, 1875, Musée d'Orsay
Ma ritorniamo a Vermeer e alla sua "ragazza con bicchiere di vino", ella si isola portandosi un bicchiere al volto, stesso gesto della "ragazza col bicchiere in mano" ne "La colazione dei canottieri" di Gustave Renoir, personaggio tanto declamato ne "Le fabuleux destin d'Amélie Poulain" di Jean-Pierre Jeunet.
Vi risparmio la serie di poeti maledetti ritratti o immortalati davanti ad un bicchiere, vi basti cercare "Verlaine" e "ritratto Verlaine Rembaud" su google immagini, passiamo alla chiave che chiude il circolo del post: "Natura morta con bicchiere" di Morandi. Non ci perdiamo troppo in chiacchiere sulla passione di Morandi per gli oggetti del quotidiano, godetevi quest'ultima opera!
Nonostante le carrellate passate di opere incentrate sul bicchiere, come il post sul bicchiere fiammingo, proponiamo qui un'opera di un pittore appassionato di nature morte. Fra i suoi soggetti preferiti, bottiglie, vasi, caffettiere e tutti quei manufatti comuni nelle cucine d'ogni dove.
L'opera è un semplice dipinto ad olio del 1920, relativamente piccolo come solito per Morandi (34,3x42 cm) e s'intitola, appunto, "Natura morta con bicchiere".
Bicchieri in cui la funzione assoluta che ispira il progetto non è il bere, ma una funzione secondaria, questo è il fil conduttore della nostra collezione.
#1 Bicchiere Nutella
Anno: 2012 (primo bicchiere 1964)
Materiale: vetro
Motivo del progetto: contenere Nutella
Informazioni supplementari: grafica dedicata al 150° anniversario dell'unità d'Italia
#2 Smoke
Anno: 1964
Materiale: vetro
Progettista: Joe Colombo
Motivo del progetto: fumare con un bicchiere in mano
L'immagine fa riferimento ai bozzetti di progetto del 1964, conservati presso l'archivio di Joe Colombo, Milano.
#3, Bicchiere telescopico
Periodo: 1980 circa
Materiale: plastica
Progettista anonimo
Motivo del progetto: trasportare il bicchiere
#4 Calice Tiffany
Anno: 1900-1902
Materiale: vetro
Progettista: Louis Comfort Tiffany
Motivo del progetto: incarnare lo spirito arts and crafts-decorativo
Calice conservato presso il Metropolitan Museum of New York, codice pezzo
51.121.27
#5 Coppa dell'amicizia
Periodo: XVII secolo-oggi
Materiale: legno
Progettista anonimo
Motivo del progetto: creare un oggetto di convivialità
#6 Bicchiere di carta (o bicchiere da passeggio)
Periodo: 1960-oggi
Materiale: carta
Progettista anonimo
Motivo del progetto: rispondere alle esigenze di consumo rapido
#7 "bicchiere" da astronauta
Periodo: 1960-oggi
Materiale: plastica
Progettista anonimo
Motivo del progetto: sopperire all'assenza di gravità