giovedì 10 gennaio 2013

I vitrei peccati

IRA
Per gli amanti di Scrubs, e per gli amanti di Mtv, il bicchiere è ira, non perché appaia in Scrubs, ma perché una squallida pubblicità di un triste servizio in abbonamento per cellulari che asserisce di poter dare l'affinità di coppia, mandando "Amore nome di lei nome di lui" al numero a pagamento. Ebbene, l'affinità è poca, e la ragazza del video, irosa, prende il bicchiere e lo rovescia sul malcapitato ragazzo. L'amore ai
tempi del telefonini.









LUSSURIA
Volendo l'Ira del bicchiere è anche quella de "Un bicchiere di rabbia", dove il bicchiere di rabbia porta peraltro alla lussuria, poiché i due protagonisti, quando lui si arrabbia, si sfogano a letto.
Ma per la lussuria passiamo ad altri bicchieri, quelli di vino, che sin dai tempi dei baccanali possono condurre all'abbandono alla lussuria, come auspica il giovanotto qui sotto





Calice di Murano, XIV Secolo, conservato
presso Palazzo Madama


INVIDIA
Per un bicchiere d'Invidia, andiamo sul bicchiere che abbandona la funzione per il lusso puro: perché fare bicchieri non funzionali, praticamente non utilizzabili, se non per aver qualcosa di bello da mostrare, per avere un oggetto che faccia invidia?
Vi proponiamo questo scomodissimo calice di murano, che potrete osservare nella collezione di arti decorative di Palazzo Madama




ACCIDIA
L'Accidia è una brutta bestia, soprattutto soprattutto quando si è sotto le feste, parlando di bicchieri. Il perché è semplice: quanti bicchieri di carta e di plastica vengono usati nei grandi pranzi, o nei compleanni, o nei pic-nic, per il semplice motivo che lavarli tutti ed eventualmente portarli a casa è troppo faticoso. Tutto finisce nel cestino dopo un solo utilizzo, che spreco!






AVARIZIA

Non è avarizia vera e propria, è solo un'illusione! È il "sogno del bicchiere avaro", un gioco di prestigio dove un bicchiere magicamente sputa fuori tante monetine per poi farle sparire nel nulla, 




C'è  invece chi ha fatti non peccato con bicchieri, ma bicchieri dei peccati bicchieri, come il designer Kacper Hamilton, la cui collezione vi proponiamo a questo indirizzo

L'odore del bicchiere

Il bicchiere è di vetro per un motivo semplice: non assorbe odori! Altri materiali, quali legno, terracotta, metalli, sarebbero indubbiamente di più facile lavorazione e di minor fragilità, ma nessuno respinge gli odori come il bicchiere.
Il bicchiere ha dunque solo e rigorosamente l'odore del suo contenuto, anche se talvolta un lavaggio non troppo accurato può lasciare un retrogusto di acqua stagnante.

Il bicchiere fra progresso e regresso tecnologico.

Visitando musei e mostre e leggendo libri sulla storia locale, il bicchiere, in antichità, sembra essere termometro del livello di evoluzione tecnologica dei popoli, la mia breve indagine è incentrata sul territorio pinerolese e torinese.

Tutto parte da una visita al museo Archeologico di Torino, dove il bicchiere fa la sua comparsa come raffinato prodotto della manifattura ceramica cisalpina. La contaminazione culturale fa di questo bicchiere un bicchiere tutto men che romano: il "know how" è preromano, legato alla produzione celtica, mentre la decorazione proviene dalle tradizioni elleniche. La contaminazione culturale greca nella pianura padana si riflette anche nei bicchieri.

Bicchiere, ultimo quarto del I secolo a.C, Torino, museo Archeologico
Per il prossimo reperto passiamo nella dimensione agricola della Doma Rossa. La Doma Rossa è una località di Riva di Pinerolo, dove, durante gli scavi per la realizzazione della Pinerolo-Torino, fu scoperta una necropoli romana di circa 20 sepolture.
I reperti venuti alla luce sono esposti presso la casa del Senato pinerolese e curioso è scoprire la presenza, in un dei corredi, di un bicchiere di vetro.
Certo, è in frammenti, ma è la sua presenza ad essere importate: il bicchiere di vetro era divenuto oggetto comune, abbastanza prezioso da far parte di un corredo funebre ma non abbastanza da essere una privazione insostenibile per la famiglia del defunto. Il progresso tecnologico si manifesta in questo bicchiere.

Bicchiere, parte di corredo funebre, ritrovato presso Riva di Pinerolo, I sec. d.C.

Cade l'Impero ed è oblio, il Piemonte passa secoli di buio medioevo, di invasioni prima barbare, poi saracene e bruschi cambi di influenza. Pinarolium, l'attuale Pinerolo, nasce attorno al X secolo d.C, nei pressi dell'abbazia di  Santa Maria Assunta ora scomparsa, ma che ha dato il nome alla frazione Abbadia Alpina. Va detto che il medioevo colpisce ovunque e un velo oscuro cala su tutta l'Europa, la tecnologia Romana è dimenticata. Nel Pinerolese, come nell'Inghilterra di Bryson, si dimentica il mattone e le sue tecniche di cottura, le case tornano dunque ad essere in legno, terra e paglia, per la precisione la tecnica utilizzata per gli edifici pinerolesi è la "longobarda", come afferma Mauro Maria Perrot in "Storia di Pinerolo". La Pinerolo in paglia e terra oramai è sparita, soppiantata dagli edifici trecenteschi nei quali il mattone fa il suo fiero ritorno, un pregevole esempio di edificio in mattoni è la stessa Casa del senato, ospitante i reperti della Doma Rossa.

Casa del Senato, Pinerolo


Più o meno negli stessi anni ritorna anche la manifattura del vetro, la più celebre del mondo forse: quella di Murano, sorta nel 1295, a seguito del trasferimento sull'isola delle pericolose vetrerie veneziane.
Sebbene le vetrerie fossero già presenti a Venezia, è interessante recarsi presso le collezioni di Palazzo Madama per comprendere quanto sia importante la manifattura di Murano: i curatissimi bicchieri custoditi all'ultimo piano, come quello citato nel post dei peccati capitali, sono datati a partire dal 1300.

mercoledì 9 gennaio 2013

Musica e bicchieri

Per quanto non immediato, il legame fra suono e bicchiere, rigorosamente di cristallo, c'è ed è forte.
Musicisti e bicchieri hanno in genere un rapporto di amore o di odio, c'è per esempio chi li usa per fare musiche raffinate...


C'è invece chi prova a rompere il bicchiere con la semplice forza del suono, come provano a fare Adam e Jamie in una puntata dell'interessantissima seria "Miti da sfatare". Per scoprire da chi nacque la leggenda del canto, andate all'abecedario.


L'immensità del bicchiere

Il bicchiere non sempre è un semplice intermediario fra l'alcool e il fegato, come suggerirebbero l'immagine di sfondo, ma può far sorgere questioni più complesse, o suggerire interessanti metafore...

Chi non è mai stato posto, per gioco o per questioni più serie, davanti ad un bicchiere pieno per metà e vuoto per l'altra metà. Certo, di fatto dove non c'è acqua c'è aria, ed è decisamente più essenziale per noi la seconda, ma, restando in tema di bicchieri, un filosofo come Schopenhauer, che pur essendo nato a Danzica si avvicinò sempre più alla Boemia, celebre per i suoi bicchieri di cristallo, non poteva che vedere i prodotti della regione vicina come mezzi vuoti.
Chi lo vede pieno e in straordinario equilibrio su un ombrello è Magritte, che dedica l'opera all'avversario storico di Schopenhauer, intitolando un suo dipinto "Le vacanze di Hegel".

"Le Vacanze di Hegel", René Magritte, 1958, Galerie Isy Brachot, Parigi 

Ragionare su un bicchiere, cercando di determinare se sia mezzo pieno o mezzo vuoto, è un po' perdersi in un bicchiere d'acqua.

Bicchieri postali

Almeno sul web è più facile trovare un Gronchi Rosa piuttosto che un francobollo carino con un bicchiere, il problema è essenzialmente l'omonimia dei termini "vetro" e "bicchiere" in quasi tutte le lingue più diffuse.

Tuttavia l'operazione filatelica via web ha portato a risultati di grande interesse, come questa serie di francobolli Cecoslovacchi datati 1985, raffiguranti, ovviamente, i cristalli di Boemia.

Francobollo Cecoslovacco-1985
Francobollo Cecoslovacco-1985

Un francobollo può far scoprire nuove cose sul proprio oggetto, come la manifattura di cristalli di piombo ungherese, pubblicizzata da questo francobollo del 1980, curioso notare come i precedenti e questo siano tutti prodotti degli stati del blocco orientale.

Francobollo Ungherese-1980

Il bere abbinato alla guida non fa bella coppia, come riMarca questo francobollo turco del 1987, facente parte di una serie dedicata ad una campagna di sensibilizzazione sui pericoli dell'alcool

Francobollo Turco-1987

Sempre anni '80, 1981 per la precisione, sempre alcool e guida, ma in Francia, con questo francobollo, curioso per una semplice caratteristica: il bicchiere non è da vino!

Francobollo Francese-1981

Questa è un po' forzata, la coppa della vittoria è un bicchiere celebrativo, e un francobollo celebrativo celebra per l'appunto la vittoria del Peñarol nella Copa Libertadores. Perchéci tengo tanto a mettere questo francobollo? Perché il Peñarol altro non è che la formazione ufficiale della cittadina Peñarol, in Uruguay, ossia il quartiere di emigranti pinerolesi che dalla mia amata cittadina partirono alla ricerca di migliori condizioni di vita nel Nuovo Mondo verso la fine del XVIII secolo.

Francobollo Cecoslovacco-1985

Breve storia della vita privata.


"At home- A short history of private life", ossai "Breve storia della vita privata", è il libro che con piacere ho deciso di leggere per il corso.
Per spiegare l'originale narrazione, ogni capitolo può essere paragonato ad una puntata di "PassepArtout", dove Philippe Daverio parte con un oggetto per raccontare le storie dell'arte: Bryson procede con lo stesso metodo d'indagine, partendo dalle stanze della sua casa e dagli oggetti e dai mobili in essa contenuti riesce a narrare la storia della casa inglese e, con essa, della tecnologia, dei costumi, dell'economia britannica e non solo.
La storia della vita privata si intreccia dunque con le colonie inglesi, dall'India alle Tredici Colonie, sconfinando dunque in Francia per arrivare a Charlottesville  passando da Vicenza, come? Vi invito a scoprirlo, è un libro che vale veramente la pena di leggere. Unica pecca, forse, la visione un po' troppo "Anglocentrica" che, per esempio, fa sparire la figura di Meucci nella lotta per il brevetto del Telefono, così come Cruto nella corsa alla lampadina.